Transumanza: valorizzare il Patrimonio culturale Immateriale

15/09/2026, 13:30

Ritorno delle pecore dalla Ötztal alla Val Senales. La Provincia fornisce sostegno con legname e sale: il ruolo fondamentale dei pastori per il Patrimonio culturale immateriale.

Le pecore tornano con i loro pastori dai pascoli estivi della Ötztal alla val Senales. Il lavoro dei pastori costituisce il fondamento di questo elemento del Patrimonio culturale immateriale. (Foto: USP/Marcella Morandini)
Le pecore tornano con i loro pastori dai pascoli estivi della Ötztal alla val Senales. Il lavoro dei pastori costituisce il fondamento di questo elemento del Patrimonio culturale immateriale. (Foto: USP/Marcella Morandini)

SENALES (USP). Lo scorso fine settimana in Val Senales è stato nuovamente all’insegna della transumanza: migliaia di pecore sono tornate con i loro pastori dai pascoli estivi di Vent, nella Ötztal, alla val Senales. La pastorizia transfrontaliera è una pratica secolare diffusa nell’area alpina e nel bacino del Mediterraneo. Dal 2019 è riconosciuta da UNESCO come Patrimonio culturale immateriale. In questo modo si rende omaggio alle tradizioni, ai costumi e alle conoscenze che plasmano e uniscono le comunità nel corso delle generazioni.

"Ci impegniamo con sempre maggior determinazione nella valorizzazione del Patrimonio culturale immateriale dell’Alto Adige – dall’irrigazione tradizionale tramite i Waale, all’alpinismo, fino alla transumanza", sottolinea l’assessore provinciale alla Protezione dell'ambiente, della natura e del clima Peter Brunner. "È importante richiamare l’attenzione sul valore culturale di queste tradizioni".

La Provincia autonoma di Bolzano, inoltre, che coordina tutti i riconoscimenti UNESCO in Alto Adige in stretta collaborazione con gli attori locali, sostiene concretamente la tradizione della transumanza. Quest’anno, infatti, l’Ispettorato forestale di Merano ha messo a disposizione delle Associazioni agrarie di Niedertal e Rofenberg del legname. Con questo legname sono state costruite recinzioni tradizionali in larice per delimitare le aree in cui le pecore vengono radunate prima della discesa a valle.

Nel 2026 tali recinzioni sono state completamente rinnovate a Rofenberg e parzialmente a Niedertal.

Georg Pircher, direttore dell'Ispettorato forestale di Merano, sottolinea: "Il Servizio forestale dell’Alto Adige sostiene in vari modi l'economia tradizionale degli alpeggi e dei pascoli. Siamo lieti di poter contribuire a preservare anche per il futuro questa particolare forma di gestione delle greggi in Val Senales. Anche nel 2026, come già l'anno precedente, la Provincia ha inoltre supportato gli allevatori mediante l'acquisto di sale per le pecore".

Il ruolo dei pastori

Un ruolo del tutto particolare nella transumanza è svolto dai pastori, dai conduttori delle greggi e dai loro cani. Il loro lavoro rappresenta il fondamento stesso di questo elemento del Patrimonio culturale immateriale UNESCO. Il pastore Markus Götsch racconta: "Sono orgoglioso di svolgere questo lavoro ricco di tradizione e di grande responsabilità. Anche se in montagna non è sempre privo di rischi e, in un territorio così vasto, bisogna fare ancora tutto a piedi e a mano". A questo si aggiungono anche nuove sfide, come quelle legate ai grandi predatori. "Per ora i pascoli estivi sono ancora alpeggi privi di lupi, altrimenti non sarebbe più possibile portare lì le pecore", ha affermato Götsch.

"Perché questa tradizione secolare possa continuare a vivere anche in futuro, è necessario disporre di un numero sufficiente di pecore e di condizioni quadro affidabili", afferma Manuel Gurschler, Obmann della Associazione agraria Rofenberg. "Attualmente circa 1.500 pecore vengono condotte da Maso Corto verso la Ötztal. Se questo numero dovesse scendere sotto le 1.000 unità, per noi non sarebbe più sostenibile economicamente. Per questo è importante mantenere il carico burocratico il più contenuto possibile."

“Proprio nell’Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dalle Nazioni Unite per il 2026, il nostro ringraziamento va a tutti coloro che, con grande impegno, esperienza e passione, mantengono viva e tramandano questa preziosa tradizione”, afferma Marcella Morandini, incaricata speciale UNESCO della Provincia autonoma di Bolzano. "La transumanza è molto di più di un patrimonio culturale immateriale vissuto quotidianamente - unisce persone, animali, paesaggi e saperi tramandati di generazione in generazione".

Ulteriori informazioni

La transumanza in Val Senales vanta una lunga tradizione: risale infatti ai diritti di pascolo del XIV secolo. (Foto: USP/Marcella Morandini)
La transumanza in Val Senales vanta una lunga tradizione: risale infatti ai diritti di pascolo del XIV secolo. (Foto: USP/Marcella Morandini)

Transumanza: una tradizione secolare

La transumanza ha una lunga tradizione nella Val Senales. Fin dal XIV secolo, i contadini di Senales hanno il diritto di condurre il proprio bestiame sui pascoli della Ötztal durante l’estate. Ogni anno, nel mese di giugno, ha luogo la transumanza verso la Ötztal; a metà settembre migliaia di animali tornano in Val Venosta. Circa 1.500 pecore partono da Maso Corto e percorrono il sentiero che attraversa il Giogo Alto (rifugio Bella Vista, 2.842 metri sul livello del mare) fino alla malga Rofenberg  (Agrargemeinschaft Rofental). Ulteriori 1.500 pecore vengono condotte da Vernago, in riva all’omonimo lago artificiale, attraverso il Giogo Basso (rifugio Similaun, 3.019 metri sul livello del mare) fino alla valle di Niedertal (Agrargemeinschaft Niedertal)..

mpi/ee

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