Poli Educativi Territoriali: la rete cresce da 11 a 17 centri
Presentato a Bolzano il report Euricse sul modello altoatesino. Coinvolti 22 istituti scolastici, 14 centri giovani e oltre 1.700 studenti.
BOLZANO (USP). La rete provinciale dei Poli Educativi Territoriali continua a crescere. In provincia di Bolzano si passa dagli 11 Poli dello scorso anno agli attuali 17, con il coinvolgimento di 22 istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalla scuola primaria agli istituti tecnici e professionali, e 14 centri giovani. Nel primo periodo di monitoraggio i PET hanno raggiunto complessivamente 1.745 ragazze e ragazzi. Sono questi i dati più rilevanti emersi dalla sperimentazione condotta nell’anno scolastico 2025/2026 e il report realizzato da Euricse, il centro di ricerca che ha accompagnato il primo anno dei PET, seguendone l’attivazione, il monitoraggio e la valutazione. Dati e fatti sono stati illustrati il 19 ottobre nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Widmann a Bolzano.
Uno degli elementi centrali emersi dalla ricerca è la definizione di un vero e proprio modello dei Poli Educativi Territoriali, fondato sulla collaborazione stabile tra scuole e centri giovani, che contribuisce alla costruzione di un sistema educativo integrato, capace di accompagnare ragazze e ragazzi dalla mattina alla sera, mettendo in relazione i diversi luoghi della loro quotidianità: la scuola, il centro giovani e il territorio. Al centro del modello vi è la figura dell'educatore giovanile, che svolge una funzione di ponte stabile tra scuola e centro giovani. “I Poli Educativi Territoriali rappresentano una nuova strategia delle politiche giovanili: non interventi isolati, ma una responsabilità educativa condivisa tra scuola, centri giovani, istituzioni e territorio”, ha sottolineato il vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana e alla Scuola, Marco Galateo. “La crescita della rete conferma la volontà di rendere questo modello sempre più stabile, accessibile, condiviso e vicino ai bisogni delle giovani generazioni”.
Il modello di ricerca
La ricerca ha individuato condizioni, strumenti e metodologie che rendono il modello replicabile e adattabile ad altri contesti, contribuendo così al dibattito nazionale sulle comunità educanti e sulle nuove forme di collaborazione tra istituzioni scolastiche e Terzo Settore. Proprio la dimensione nazionale è stata uno dei temi della mattinata: rappresentanti del mondo della ricerca, delle politiche giovanili e dell’educazione non formale, hanno offerto differenti prospettive sul rapporto scuola, territorio e giovani generazioni. In particolare, il contributo di Giuseppe Pierro, capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, e quello di Animazione Sociale hanno permesso di collocare l’esperienza altoatesina all’interno di una riflessione più ampia sulle nuove alleanze educative e sul ruolo delle politiche giovanili. L’esperienza dei PET ha già raccolto attenzione anche oltre i confini provinciali, dal riconoscimento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara fino all’interesse dell’Università Cattolica di Milano come buona pratica.
Durante il convegno è stata presentata anche la piattaforma provinciale Sospesi PIT STOP, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado durante i periodi di sospensione. La piattaforma nasce per offrire un percorso educativo alternativo alla semplice permanenza a casa, trasformando il tempo della sospensione in un’occasione di responsabilizzazione, crescita e rientro positivo nella comunità scolastica.
Ulteriori informazioni
Il progetto nazionale Rete
“Co-progettazione e co-programmazione tra il mondo della scuola e del terzo settore sono principi da rafforzare lì dove ve ne sia bisogno in una società che si proclami attenta alla crescita e al futuro dei giovani affinché diventino adulti responsabili”. Lo ha sottolineato nel suo intervento Giuseppe Pierro, Capo del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.
Nel 2022, anno europeo dei giovani, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi attraverso il Dipartimento e in collaborazione con Invitalia ha avviato il progetto Rete per accompagnare ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni nella realizzazione di un’idea di impresa. Negli 8 dei 15 hub già avviati in diverse regioni d’Italia, consulenti esperti affiancano i giovani nella formazione, nella ricerca di un lavoro, nella creazione d’impresa e nell’organizzazione di uno stage all’estero o in Italia.
Inoltre, il Servizio civile universale rappresenta un’esperienza volontaria di cittadinanza attiva e impegno solidaristico della durata di un anno rivolta a giovani tra i 18 e i 29 non compiuti. Un’attività che consente ai giovani di prendere coscienza delle proprie attitudini e dà loro l’opportunità di fare scelte più ragionate per il futuro.
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