Libro sulle esperienze di violenza a sfondo sessuale in Alto Adige

21/05/2026, 14:00

Le testimonianze provengono da uno studio scientifico sulla violenza a sfondo sessuale in Alto Adige. L’assessora Pamer: "Affrontare il passato è un compito che riguarda l’intera società".

Nel libro ““E nessuno ha mai detto: che cosa sta succedendo qui, in realtà?’” sono riportati alcuni estratti delle interviste condotte nell’ambito dello studio “Violenza a sfondo sessuale in Alto Adige”. L’obiettivo è quello di dare voce alle esperienze e alle testimonianze delle persone intervistate. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)
Nel libro ““E nessuno ha mai detto: che cosa sta succedendo qui, in realtà?’” sono riportati alcuni estratti delle interviste condotte nell’ambito dello studio “Violenza a sfondo sessuale in Alto Adige”. L’obiettivo è quello di dare voce alle esperienze e alle testimonianze delle persone intervistate. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)

BOLZANO (USP). Uno studio del Centro di ricerca Interdisciplinare di genere dell’Università di Innsbruck pone l’accento sulla violenza a sfondo sessuale in Alto Adige, tenendo conto dei tre gruppi linguistici. Dopo la presentazione dei primi risultati intermedi in autunno (come riportato dall’USP), il lavoro di ricerca è stato ora completato. Oltre allo studio scientifico, le persone coinvolte trovano voce anche nel libro “E nessuno ha mai detto: che cosa sta succedendo qui, in realtà?”.

 Il 21 maggio i contenuti principali dello studio e del libro sono stati presentati dalle ricercatrici Gundula Ludwig, Julia Ganterer e Laura Volgger insieme all’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer e alla direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale, Astrid Wiest.

Il libro è nato dalle interviste a 31 persone vittime di violenza a sfondo sessuale appartenenti a tutti e tre i gruppi linguistici. Si tratta di "un invito alla società a confrontarsi con il tema. La società deve sapere che è necessario assumersi le proprie responsabilità”, ha affermato la ricercatrice Laura Volgger, riportando una delle richieste delle persone coinvolte. Infatti, esiste uno squilibrio tra le conseguenze per le persone che hanno subito violenza a sfondo sessuale e l’ampia impunità di cui godono gli autori e le autrici. Una conclusione importante dello studio scientifico è che, per affrontare il problema, la responsabilità sociale deve essere assunta su tre livelli: ciò riguarda il riconoscimento pubblico, la responsabilità istituzionale e il contesto sociale. C’è ancora molto da fare: “L’accettazione di fondo della violenza è un terreno fertile per la violenza a sfondo sessuale. A ciò si aggiunge la mancanza di conoscenza delle forme di violenza e dei limiti fisici”, ha sottolineato la ricercatrice Julia Ganterer. La responsabile dello studio Gundula Ludwig ha chiesto, in relazione alla responsabilità istituzionale, il potenziamento di strutture di protezione a bassa soglia o anche una gestione più sensibile delle procedure da parte della polizia e della giustizia, al fine di evitare un nuovo trauma: "Dal punto di vista delle persone coinvolte, l’elaborazione di questi temi è un compito sociale che deve essere meglio radicato, proprio perché le strutture possono anche favorire la violenza e spesso la polizia o la magistratura non vengono percepite come protezione delle vittime, ma piuttosto come difensori degli autori".

“Il libro e lo studio sono pietre miliari importanti, perché vogliamo rompere il silenzio che circonda il tema della violenza a sfondo sessuale. La violenza a sfondo sessuale non è un problema individuale, ma è nostro compito come società ascoltare e sostenere le persone colpite”, ha affermato l'assessora Pamer. È necessario promuovere la prevenzione della violenza fin dalla più tenera età e lavorare su concetti di protezione a tutti i livelli. La direttrice dell’Ufficio Astrid Wiest ha definito la violenza a sfondo sessuale "una delle più gravi violazioni della dignità e dell’integrità della persona, per questo la sensibilizzazione, la prevenzione e la protezione sono un compito sociale centrale". L’Ufficio ha quindi sostenuto finanziariamente lo studio con 215.000 euro e lavora inoltre quotidianamente per portare avanti il tema e attribuirgli la necessaria importanza. L’assessora Rosmarie Pamer ha annunciato in questo contesto che, nell’ambito dell’attuazione della nuova regolamentazione degli uffici di Difesa civica, già a luglio verrà nominato il responsabile per il settore della violenza a sfondo sessuale, che dovrebbe iniziare a svolgere la propria attività a breve."Vogliamo ascoltare e prestare maggiore attenzione. Perché: l’elaborazione del passato può avere successo solo se affrontata insieme", ha affermato l’assessora Pamer.

Ulteriori informazioni

Presentazioni del libro a Merano, Innsbruck e Silandro

È stato recentemente pubblicato il libro “E nessuno ha mai detto: che cosa sta succedendo qui, in realtà?” delle tre ricercatrici Gundula Ludwig, Julia Ganterer e Laura Volgger. Il volume riporta alcuni estratti delle interviste condotte nell’ambito della realizzazione dello studio “Violenza a sfondo sessuale in Alto Adige”. Il libro è rivolto al grande pubblico e mira a far sì che le esperienze e le conoscenze delle persone intervistate trovino ascolto nella società.

Il libro sarà presentato dalle ricercatrici il 29 maggio alle ore 19 al Theater in der Altsdadt di Merano, il 17 giugno alle ore 18.30 alla Haus der Begegnung di Innsbruck e il 18 giugno nell’ambito di un workshop al Basis Vinschgau di Silandro. Gli eventi sono accessibili gratuitamente a tutti gli interessati.

ck/mdg

Documenti da scaricare