Un dialogo aperto tra Comuni, Provincia e attività giovanili

23/10/2026, 15:30

Convegno dei responsabili comunali per le politiche giovanili presso il NOI Tech Park a Bolzano. Il lavoro con i giovani non è una voce di spesa, ma un investimento per il futuro.

I referenti provenienti da tutta la Provincia hanno partecipato al convegno tenutosi al Noi-Techpark. (Foto: USP/Ufficio Servizio giovani)
I referenti provenienti da tutta la Provincia hanno partecipato al convegno tenutosi al Noi-Techpark. (Foto: USP/Ufficio Servizio giovani)

BOLZANO (USP). Come possono i Comuni coinvolgere maggiormente i giovani e, al contempo, creare condizioni quadro affidabili per l’animazione giovanile? Questa domanda ha costituito il filo conduttore del convegno dei referenti comunali per i giovani tenutosi il 23 ottobre presso il NOI Tech Park di Bolzano. Hanno partecipato circa 100 persone, tra cui referenti comunali per la gioventù e alcune sindache provenienti da oltre la metà dei comuni dell’Alto Adige. L’evento è stato organizzato dalla Rete per l’animazione giovanile, l’organizzazione ombrello di cui fanno parte Forum Prevenzione, Arbeitsgemeinschaft der Jugenddienste (AGJD), Dachverband für Offene Jugendarbeit, Gaming Verein DUNG, l'Ufficio Servizio giovani ed altri partner. 

"Un centro giovanile da solo non basta a definire l’animazione giovanile. Operatori specializzati e volontari accompagnano i giovani, prendono sul serio le loro richieste e li sostengono nella realizzazione delle loro idee. Quando finanziamo l’animazione giovanile, non investiamo solo in spazi e offerte, ma soprattutto nei giovani che si assumono responsabilità e contribuiscono a plasmare il proprio Comune", ha affermato l’assessore provinciale Philipp Achammer.

Gli sviluppi attuali e le sfide future del lavoro giovanile comunale e della partecipazione giovanile sono stati al centro dell’evento. Un mercato di networking ha messo in luce approcci collaudati nella pratica e ha offerto spazio per uno scambio diretto di esperienze. Interventi specialistici hanno poi rivolto l’attenzione al futuro delle attività giovanili, all’educazione alla democrazia e alla partecipazione giovanile nei comuni, nonché al "Bilancio giovanile Turbo" come strumento di partecipazione comunale che offre ai giovani la possibilità di proporre le proprie idee e di contribuire alla realizzazione dei progetti.

Kathrin Maier, responsabile per i giovani del Comune di Magrè ha sottolineato: "Questo evento dimostra quanto sia importante che i Comuni, la regione e gli operatori del settore giovanile possano incontrarsi e confrontarsi. Solo così è possibile prendere sul serio i bisogni e gli interessi dei giovani e avviare iniziative adeguate".

Kathrin Schnitzer, responsabile per i giovani del Comune di Gargazzone, sottolinea: "La partecipazione giovanile è un pilastro fondamentale per il successo della politica comunale e regionale. In particolare, grazie al nuovo canale di finanziamento “Turbo”, i giovani e le loro idee vengono considerate concretamente. In questo modo rafforziamo la loro consapevolezza di poter prendere in mano in prima persona le proprie istanze e aspettative".

Nel corso di due cicli di workshop, i partecipanti hanno approfondito temi quali l’estremismo e la radicalizzazione, la vita notturna e il lavoro culturale, l’attività di prevenzione nel Comune, nonché i Comitati per l’infanzia e i giovani come forma concreta di partecipazione. Non si è trattato solo di contenuti specialistici: altrettanto importanti sono stati i nuovi contatti, lo scambio di esperienze diverse e una più stretta collaborazione tra i comuni e gli operatori professionali del settore giovanile.

"I centri giovanili, i luoghi di incontro e gli spazi dedicati ai giovani nei nostri paesi e nelle nostre città sono ormai da tempo molto più che semplici luoghi dove giocare a calciobalilla o ascoltare musica. Sono rifugi analogici del nostro tempo: luoghi in cui i giovani non devono gestire un profilo, non devono comprare nulla e non devono fornire alcuna prestazione per sentirsi parte del gruppo. L’animazione giovanile non è quindi un programma ricreativo per il tempo libero, ma un’infrastruttura psicosociale essenziale per l’Alto Adige”, ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Servizio giovani, Konrad Pamer.

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