Tutela delle minoranze fra tradizione e nuove sfide
80 anni dall’Accordo di Parigi: un convegno fa il punto su otto decenni di tutela delle minoranze. Focus su evoluzione dei diritti linguistici, partecipazione politica e autonomia nel XXI secolo.
BOLZANO (USP). Il 7 settembre a Bolzano, sotto il titolo “80 anni Accordo di Parigi - La tutela delle minoranze alla luce di nuove sfide”, esperti del mondo accademico, politico, giudiziario, amministrativo e professionale hanno discusso del futuro della tutela delle minoranze in provincia di Bolzano. Al centro del dibattito è stata posta la questione della sostenibilità delle disposizioni di tutela sancite dall’Accordo di Parigi e del sistema di autonomia su di esso basato dinanzi alle sfide future.
Il convegno, organizzato dall’Università di Innsbruck, si è tenuto con l’occasione dell’80° anniversario della firma dell’Accordo di Parigi, avvenuta il 5 settembre 1946. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ne ha sottolineato l’importanza storica per l’Alto Adige e per l’autonomia: “Senza l’Accordo di Parigi, Kreisky non avrebbe potuto sollevare la questione sudtirolese dinanzi all’ONU, non ci sarebbe stata la Commissione dei 19, non ci sarebbe stato alcun Pacchetto”. Ciò sottolinea la straordinaria importanza dell’accordo.
Fernand de Varennes, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per le questioni relative alle minoranze, ha inquadrato la tutela delle minoranze nel contesto giuridico internazionale ed europeo.
Nel quadro dell'insegnamento nella lingua madre nelle scuole elementari e medie, Walter Obwexer ed Esther Happacher, Andrea Abel, Sigrun Falkensteiner, Paul Videsott e Stefania Cavagnoli hanno approfondito questioni giuridiche, linguistiche e pratiche; dai fondamenti dell’insegnamento nella lingua madre e della formazione degli insegnanti fino alla lingua e al plurilinguismo. È emerso chiaramente che tutela delle minoranze e plurilinguismo vanno considerati in modo integrato.
Thomas Mathà, Elena Covi, Stefan Tappeiner, Walter Obwexer e Karin Ranzi hanno affrontato il tema della parità di trattamento tra tedesco e italiano. L’attenzione si è concentrata sui diritti linguistici negli ambiti dell’Amministrazione e della Giustizia, sulle competenze linguistiche richieste nel pubblico impiego e sull’attuazione pratica. È fondamentale che i diritti garantiti dalla legge trovino effettiva applicazione anche nella vita quotidiana.
Karl Zeller, Esther Happacher e Francesco Palermo hanno affrontato il tema della parità di trattamento nell’accesso alle cariche pubbliche. Sono stati discussi la distribuzione dei posti nella Pubblica amministrazione, la rappresentanza politica dei gruppi linguistici e la dimensione nazionale ed europea della tutela delle minoranze.
A conclusione, Robert Louvin, Olivia Schubert, presidente della Federal Union of European Nationalities (FUEN), Hugo-Daniel Stoffella, direttore del Centro di Documentazione e Comunicazione Minoranze linguistiche nelle Alpi (DoKoMA), e Helmut Tichy, ambasciatore ed ex capo dell’Ufficio Diritto internazionale del Ministero degli Affari Esteri austriaco, si sono confrontati sulla posizione del modello di autonomia altoatesino nel contesto europeo. La discussione è stata moderata da David Runer (ORF).
pio/gm
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- Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aperto il convegno organizzato dall'Università di Innsbruck. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
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- Da sinistra nella foto: Esther Happacher, Arno Kompatscher e Fernand de Varennes hanno esaminato, insieme a relatori, relatrici e partecipanti, le sfide giuridiche, linguistiche e pratiche legate all’autonomia. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Tra i relatori anche Fernand de Varennes, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per le questioni relative alle minoranze: ha inquadrato la tutela delle minoranze nel contesto giuridico internazionale ed europeo. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]


