Revoca dell'emergenza idrica in Alto Adige
L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino dell’Adige abbassa il livello di allerta a “basso”. Si raccomanda di continuare a fare uso parsimonioso dell’acqua.
BOLZANO (USP). L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel bacino idrografico dell’Adige ha nuovamente valutato la situazione dell’approvvigionamento idrico. Nella seduta del 23 settembre, il livello di allerta per la siccità relativo alle acque superficiali nell’intero bacino idrografico è stato nuovamente riportato a “basso”. Il calo del fabbisogno idrico in agricoltura, la diminuzione dell’afflusso turistico e le temperature ora significativamente più fresche, accompagnate da diverse precipitazioni, hanno reso possibile questa decisione.
Per il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia rimane in vigore il livello di allerta “medio” per quanto riguarda le falde acquifere.
Per l’Alto Adige ciò significa che lo stato di emergenza idrica è stato revocato. Era stato proclamato il 20 luglio dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher con un decreto di emergenza, su raccomandazione della Commissione provinciale per l’emergenza idrica, dopo che il 15 luglio l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici aveva innalzato il livello di allerta per la scarsità d’acqua da “basso” a “medio”. Alla base della decisione vi erano le temperature molto elevate, le precipitazioni molto scarse, l’elevata domanda idrica e l’esaurimento completo delle riserve nevose. L’obiettivo era quello di evitare un’interruzione dell’approvvigionamento di acqua potabile nel corso inferiore dell’Adige e di garantire le riserve minime per la produzione agricola.
Ringraziamenti alla popolazione e alle imprese del settore energetico
“La Provincia e i Comuni hanno collaborato in modo eccellente durante lo stato di emergenza idrica e anche la popolazione altoatesina ha dato prova di grande sensibilità”, sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Il fatto che lo stato di emergenza idrica venga revocato solo ora, dopo il periodo di siccità estivo, dimostra quanto tempo occorra all’ambiente per riprendersi da crisi di questo tipo”.
Un grande ringraziamento alla popolazione arriva anche dall’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura, e del clima e all’Energia Peter Brunner. Egli sottolinea inoltre il contributo significativo delle aziende energetiche nella gestione della crisi: “Alperia in Alto Adige e Dolomiti Energia in Trentino hanno svolto un lavoro eccellente. La Provincia autonoma di Bolzano e la Provincia autonoma di Trento hanno adempiuto alla loro responsabilità di collaborazione solidale”. Una misura aveva previsto che Alperia, presso i bacini strategici dell’Alto Adige (Vernago, Resia, Zoccolo, Gioveretto), riducesse il cosiddetto “hydropeaking”, ovvero l’aumento e la diminuzione a ondate della portata d’acqua, nell’Adige, garantendo una portata il più possibile costante. In questo modo è stato possibile ridurre al minimo la risalita del cuneo salino dall’Adriatico nella zona della foce dell’Adige e proteggere dalla contaminazione le fonti di acqua potabile nelle immediate vicinanze.
Il pericolo, tuttavia, non è ancora scongiurato, sottolinea Brunner: “Speriamo in un autunno piovoso o in un inverno freddo con nevicate sparse, perché un altro inverno secco aggraverebbe ulteriormente la situazione la prossima estate. A prescindere da ciò, un uso sostenibile e parsimonioso della risorsa idrica deve diventare una prassi spontanea e naturale. È importante continuare a rimanere vigili”.
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