"Molte riserve di caccia attendono i nuovi agenti venatori"

03/09/2026, 14:10

Consegna dei diplomi ai nuovi agenti venatori al termine del corso della Scuola forestale Latemar. Specialisti in materia venatoria, tutela della fauna selvatica e natura. Professione in evoluzione.

Congratulazioni ai nuovi agenti venatori: l'assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher (a sinistra) durante la cerimonia di consegna dei diplomi presso la Scuola forestale Latemar. (Foto: USP/Maja Clara)
Congratulazioni ai nuovi agenti venatori: l'assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher (a sinistra) durante la cerimonia di consegna dei diplomi presso la Scuola forestale Latemar. (Foto: USP/Maja Clara)

NOVA LEVANTE (USP). “Non esiste professione più bella di quella dell'agente venatorio, perché il suo ufficio è la natura”, ha dichiarato il presidente dell'Associazione Cacciatori Alto Adige Günther Rabensteiner rivolgendosi ai neodiplomati agenti venatori. Da febbraio a settembre, 19 partecipanti hanno frequentato l'impegnativo percorso formativo organizzato dalla Scuola forestale Latemar dell'Agenzia Demanio provinciale, in collaborazione con l'Associazione Cacciatori Alto Adige e l'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica. Con il completamento con successo di questo 11° corso per agenti venatori, l'Alto Adige può ora contare su 15 nuovi professionisti qualificati. In futuro, essi forniranno un importante contributo alla gestione della fauna selvatica, alla tutela della natura e a un esercizio sostenibile dell'attività venatoria sul territorio provinciale. I nuovi agenti venatori provengono da tutte le aree della provincia e hanno un'età compresa tra i 20 e i 55 anni. Pur provenendo dai più diversi percorsi professionali, condividono un obiettivo comune: assumersi la responsabilità nei confronti della fauna selvatica, della natura e della caccia. Come avviene in numerose altre categorie professionali, anche il settore della vigilanza venatoria è attualmente interessato da un ricambio generazionale. A causa del pensionamento di molti agenti venatori, il rafforzamento dell'organico è pertanto particolarmente necessario.

L’assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher ha consegnato i diplomi ai partecipanti che hanno concluso con successo il corso il 3 settembre: “Con il Demanio provinciale e la Scuola forestale Latemar disponiamo di un importante luogo di formazione e trasmissione delle conoscenze sul bosco, la fauna selvatica e la natura. Questo corso dimostra il forte interesse per la caccia in Alto Adige. Le nostre circa 6.200 cacciatrici e cacciatori si assumono una responsabilità nei confronti della natura, la osservano, ne comprendono le interconnessioni e la rispettano. Auguro ai nuovi agenti venatori ogni successo per il loro nuovo incarico e sono convinto che contribuiranno a mantenere anche in futuro la buona reputazione di cui la caccia gode in Alto Adige”, ha sottolineato.

Florian Reichegger, ecologo della fauna selvatica e coordinatore della Scuola forestale Latemar, ha seguito il percorso formativo: “L'obiettivo di questo corso era trasmettere ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare i loro compiti futuri”, ha evidenziato. “Oltre alle conoscenze in materia venatoria e di biologia della fauna selvatica, i partecipanti hanno appreso anche metodi di gestione dei conflitti e di trasmissione delle conoscenze. Questi aspetti sono fondamentali per la collaborazione con i proprietari fondiari e stakeholder sul territorio, al fine di proteggere gli habitat naturali e promuovere una gestione sostenibile delle popolazioni di fauna selvatica”.

Il direttore dell'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica, Dominik Trenkwalder, in qualità di presidente della commissione d'esame, ha verificato il livello di preparazione dei candidati: “All'esame si sono presentati complessivamente 28 candidati: 19 partecipanti al corso e altri 9 appartenenti al Corpo forestale provinciale in possesso del porto d'armi per uso venatorio. Diciotto candidati hanno superato sia la prova orale sia quella scritta”. Secondo Trenkwalder, grazie alla formazione approfondita ricevuta nei settori della biologia della fauna selvatica, dell'ecologia, del diritto venatorio, delle competenze di polizia, nonché della gestione faunistica e della pratica venatoria, i candidati sono ora preparati a svolgere l'attività di agente venatorio professionista: “Sono tutti molto motivati e, per molti di loro, si tratta della realizzazione di un sogno. L'esame ha ulteriormente confermato la loro idoneità a svolgere il ruolo di agente venatorio. Ora si tratta di mettere in pratica queste conoscenze. Molte riserve di caccia attendono già con grande interesse l'assunzione dei nuovi agenti venatori”.

Ulteriori informazioni

Le agenti e gli agenti venatori

Le agenti e gli agenti venatori sono professionisti specializzati nelle questioni venatorie nonché nella tutela della fauna selvatica e nella tutela della natura. In Alto Adige vengono formati presso la Scuola forestale Latemar di Nova Levante. La Legge provinciale sulla caccia del 1987 prevede che per ogni 10.000 ettari di territorio di vigilanza debba essere impiegato almeno un agente venatorio professionista.

Tra i loro compiti figurano il contrasto del bracconaggio e la segnalazione delle violazioni delle disposizioni in materia venatoria. Monitorano inoltre l'evoluzione e lo stato di salute delle popolazioni di fauna selvatica, supportano le riserve di caccia nell'attuazione dei piani di abbattimento degli ungulati e si occupano della manutenzione delle strutture presenti nelle riserve. Negli ultimi anni si sono aggiunti ulteriori ambiti di attività, tra cui il controllo dell'igiene della selvaggina e le attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte al pubblico.

Attualmente nelle riserve di caccia dell'Alto Adige operano 70 agenti venatori professionisti. Inoltre, il personale dell'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica svolge compiti di vigilanza venatoria.

Formazione ed esame finale

Il programma del corso comprendeva circa 850 ore di formazione teorica e pratica: Ecologia e zoologia della fauna selvatica (140 ore), gestione della fauna selvatica e tecnica venatoria (165 ore), pratica venatoria (140 ore), diritto (100 ore), materie professionali (220 ore), fauna selvatica nel paesaggio culturale (40 ore), comprese esercitazioni, escursioni interdisciplinari e un tirocinio di due settimane nella riserva di caccia. Oltre 60 relatrici e relatori provenienti dagli ambiti della caccia, della silvicoltura, della gestione faunistica, del diritto e della tutela della natura hanno messo a disposizione le proprie competenze specialistiche, garantendo una formazione ampia e orientata alla pratica. Il 16 febbraio aveva preso avvio l'undicesimo corso di formazione per agenti venatori professionisti; nei primi giorni di settembre i partecipanti hanno sostenuto gli esami finali scritti e orali nelle diverse materie.

La professione dell'agente venatorio è cambiata profondamente nel corso degli anni. Per questo motivo nel programma del corso sono stati introdotti nuovi ambiti tematici, tra cui la fauna selvatica nel paesaggio rurale, la valutazione dell'impatto della fauna sui boschi e sull'agricoltura. Secondo il direttore dell'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica, Dominik Trenkwalder, che presiede anche la commissione d'esame, tali contenuti rispondono alle mutate esigenze professionali. Fanno inoltre parte della commissione d'esame l'esperto di zoologia della fauna selvatica e di attività venatoria, nonché agente venatorio distrettuale professionista Markus Raffeiner, la veterinaria e vicedirettrice del Servizio veterinario provinciale Gerlinde Wiedenhofer, l'esperta in scienze forestali Julia Tonner e il vicepresidente dell'Associazione Cacciatori Alto Adige Guido Marangoni.

Associazione Cacciatori Alto Adige competente per l'organizzazione della vigilanza venatoria

Secondo la normativa vigente, l'organizzazione della vigilanza venatoria è affidata all'Associazione Cacciatori Alto Adige. I circa 70 agenti venatori vengono seguiti e formati durante tutto l'anno tramite l'Associazione Cacciatori Alto Adige. Sotto il profilo del diritto del lavoro, la responsabilità nei confronti degli agenti venatori fa capo al presidente dell'Associazione Cacciatori Alto Adige.

mac/fd

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