Integrazione, il Servizio coordinamento punta sul fare rete

08/10/2026, 16:50

Integrazione e ruolo dei Comuni al centro di un convegno. Per l’assessora Pamer, collaborazione e lavoro in rete tra istituzioni, servizi e associazioni sono fondamentali per un'integrazione efficace.

Nel corso di una tavola rotonda (da sinistra), Barbara Wopfner, Peter Volgger, Martina Comploi, Elisa Golser, Fatima Ezzahra Ziyani e Leon Pergjoka hanno raccontato le loro esperienze nell'attuazione di percorsi di integrazione. L'incontro è stato moderato da Elisa Zenatti e Christa Ladurner (entrambe del Forum Prevenzione). (Foto: USP/Fabio Brucculeri)
Nel corso di una tavola rotonda (da sinistra), Barbara Wopfner, Peter Volgger, Martina Comploi, Elisa Golser, Fatima Ezzahra Ziyani e Leon Pergjoka hanno raccontato le loro esperienze nell'attuazione di percorsi di integrazione. L'incontro è stato moderato da Elisa Zenatti e Christa Ladurner (entrambe del Forum Prevenzione). (Foto: USP/Fabio Brucculeri)

BOLZANO (USP). L'integrazione delle persone con background migratorio è una delle grandi questioni sociali del nostro tempo: per affrontarla è importante una buona collaborazione tra tutti i livelli e gli attori coinvolti. Questo il filo conduttore del convegno organizzato l’8 ottobre dal Servizio coordinamento per l’integrazione e dal Forum Prevenzione nel cortile interno di Palazzo Widmann. All'incontro hanno partecipato rappresentanti politici dei Comuni, collaboratrici e collaboratori dei servizi sociali e associazioni che operano con e per le persone con background migratorio.

“Perché un progetto di integrazione possa avere successo sono necessarie condizioni quadro adeguate, una rete di collaborazione e strumenti concreti. È quindi indispensabile l'interazione di tutti i soggetti coinvolti”, ha affermato l'assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer nel corso del convegno. Verena Wisthaler, direttrice del Centro per le migrazioni e i cambiamenti sociali di Eurac Research, ha illustrato il contributo che i Comuni possono fornire al processo di integrazione e ha presentato uno studio che Eurac sta conducendo insieme all'Istituto provinciale di statistica ASTAT. In tutti i Comuni dell'Alto Adige vivono infatti persone provenienti da altri Paesi. Pur non disponendo di competenze legislative in materia, i Comuni rappresentano importanti soggetti di supporto, grazie al contatto diretto e continuo con le persone interessate. La rete tra i Comuni e l'impegno delle referenti e dei referenti per l'integrazione a livello comunale costituiscono elementi centrali per una buona integrazione, ha sottolineato Wisthaler.

Del ruolo dei servizi sociali nel sostegno ai Comuni ha parlato Markus Frei, coordinatore dei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) nel comprensorio della Valle Isarco. La sua esperienza dimostra che, con un adeguato supporto, attività di mediazione, accompagnamento e una buona collaborazione con la politica locale, le persone possono raggiungere rapidamente la piena autonomia. I servizi sociali svolgono soprattutto un'importante funzione di consulenza, orientamento e accompagnamento grazie al vasto patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato nel settore. Barbara Bogoni del Servizio di coordinamento per l’integrazione ha spigato il ruolo di supporto e coordinamento trasversale del Servizio, il quale offre sostegno alle attività svolte sul territorio.

Al centro della successiva tavola rotonda vi sono state le esperienze maturate nella pratica. Leon Pergjoka, sociologo e presidente del Consiglio di integrazione e migrazione del Comune di Brunico, ha raccontato la propria esperienza personale di figlio di immigrati e come l'integrazione possa realizzarsi attraverso la costruzione graduale della fiducia e un contesto accogliente. Fatima Ezzahra Ziyani dell'associazione Insieme Unterland ha indicato nella costruzione delle relazioni uno dei principali punti di forza, poiché consente di mostrare interesse per ogni persona e di raggiungerla in modo efficace. Elisa Golser, del management del progetto GAL Val Pusteria, ha sottolineato l'importanza di mettere in contatto i diversi attori e favorire il dialogo. Barbara Wopfner, coordinatrice dei progetti SAI in Val Venosta, ha evidenziato come la ricerca di un alloggio sia diventata una questione particolarmente complessa; per questo motivo si punta sempre più a rendere le persone con background migratorio autonome nella ricerca di una casa. Molte cittadine e molti cittadini dimostrano una grande solidarietà e disponibilità all'aiuto, ha raccontato il sindaco di Vipiteno Peter Volgger, illustrando l'esperienza del proprio Comune nell'attuazione del progetto di coabitazione assistita per famiglie con background migratorio attualmente in corso.  Chiara Martorelli, assessora comunale a Vipiteno, ha aggiunto di aver riscontrato un ampio sostegno anche all'interno della Giunta comunale. La vicesindaca di Ortisei, Martina Comploi, ha invece riferito dell'esperienza di collaborazione sovracomunale nel Consulta per l'integrazione della Val Gardena, attiva ormai da dieci anni. Grazie a questa cooperazione sono state realizzate numerose iniziative di piccole dimensioni, nelle quali la conoscenza reciproca e la creazione di reti di contatto hanno svolto un ruolo centrale. Tali attività sono state importanti per garantire continuità all'impegno, perché l'integrazione richiede spesso perseveranza e una visione di lungo periodo.

ck/fd