Scuola italiana, pubblicato il Rapporto INVALSI

16/07/2026, 12:54

Una fotografia delle competenze degli studenti e delle studentesse delle scuole in lingua italiana.

Pubblicato il Rapporto INVALSI delle prove 2026, che ha coinvolto tutte le scuole in lingua italiana della Provincia. (Foto: USP/Claudia Corrent)
Pubblicato il Rapporto INVALSI delle prove 2026, che ha coinvolto tutte le scuole in lingua italiana della Provincia. (Foto: USP/Claudia Corrent)

BOLZANO (USP). Il 16 luglio è stato pubblicato il Rapporto INVALSI delle prove 2026, che ha coinvolto tutte le scuole in lingua italiana della Provincia.

Scuola primaria

In seconda classe il 63 per cento degli alunni e alunne raggiunge almeno la fascia base in Italiano, mentre in Matematica si arriva al 60 per cento. La percentuale di alunni e alunne che raggiungono almeno la fascia base al termine della quinta classe è del 67 per cento in Italiano e del 59 per cento in Matematica, dato in linea con il passato. Eccellenti e in miglioramento i risultati per la prova di Inglese: il 98 per cento di alunni e alunne raggiunge il livello A1 in Reading e il 95 per cento in Listening.

Scuola secondaria di I grado

In linea con i dati dell’anno scolastico precedente, per le classi terze in Italiano il 46 per cento degli studenti e delle studentesse raggiunge almeno il livello adeguato, mentre in Matematica la quota si attesta al 48 per cento. Restano molto buoni i risultati nelle prove di Inglese: in Reading l’85 per cento raggiunge il livello A2 (Italia 83 per cento), in Listening l’85 per cento (Italia 70 per cento).

Scuola secondaria di II grado

Per le classi seconde, il 49 per cento raggiunge almeno il livello adeguato in Italiano e la quota si attesta al 47 per cento in Matematica. I dati sono in calo rispetto all’anno precedente. I risultati nelle Competenze Digitali sono molto alti: raggiunge almeno il livello Intermedio il 93 per cento in Alfabetizzazione su informazioni e dati, il 91 per cento in Comunicazione e collaborazione, l’80 per cento in Creazione di contenuti digitali e l’87 per cento in Sicurezza. I valori sono simili a quelli dell’Italia.

Infine, all’ultimo anno di scuola secondaria di II grado (Maturità), in Italiano il 51 per cento raggiunge almeno il livello adeguato. In Matematica la quota è stabile al 49 per cento. Restano buoni i risultati nelle prove di Inglese: in Reading il 63 per cento raggiunge il livello B2, quota simile a quella dell’Italia (63 per cento), in Listening il 67 per cento raggiunge il livello B2, rispetto al 48 per cento del Paese. Molto positivi i risultati nella prova di Competenze Digitali. Studenti e studentesse raggiungono il livello Avanzato (ossia l’obiettivo fissato per l’ultimo anno) in Alfabetizzazione su informazioni e dati al 71 per cento, in Comunicazione e collaborazione al 74 per cento, in Creazione di contenuti digitali e in Sicurezza al 66 per cento. I valori sono simili a quelli dell’intero Paese.

Risultati eccellenti e dispersione scolastica implicita

Per quanto riguarda gli studenti e le studentesse della scuola secondaria, INVALSI rileva la percentuale di studenti e studentesse con risultati eccellenti e a rischio di dispersione scolastica implicita.

Al termine del primo ciclo, coloro che raggiungono i livelli più alti in tutte e quattro le prove somministrate sono l’11,8 per cento, inferiore rispetto a quello nazionale (17,4 per cento); coloro che ottengono risultati non adeguati in tutte le discipline (dispersione implicita) sono l’8,2 per cento, migliore rispetto alla media nazionale (12,3 per cento).

Al termine del secondo ciclo, ha ottenuto risultati eccellenti il 14,2 per cento degli studenti, superiore alla media nazionale (13,1 per cento); a rischio dispersione implicita il 4,1 per cento, migliore rispetto alla media italiana (6,3 per cento).

“Le prove INVALSI devono essere viste come un’opportunità per conoscere meglio il funzionamento del sistema scolastico e accompagnarne lo sviluppo”, sottolinea il vicepresidente e assessore provinciale all'Istruzione Marco Galateo. “Il monitoraggio costante dei risultati ci aiuta a garantire un’offerta formativa sempre più efficace e a sostenere il successo scolastico di tutti gli studenti”.

“I dati ci indicano margini di miglioramento negli apprendimenti, non certificano il valore complessivo della scuola, che continua a garantire inclusione, benessere, partecipazione e una dispersione scolastica tra le più contenute del Paese” commenta il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta.

“Per un’analisi più approfondita”, spiega il direttore del Servizio provinciale di valutazione, Terence Leone, “sarà necessario attendere i dati completi. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo osservato come alcuni fattori, tra cui il contesto socioeconomico e culturale e il background familiare, incidano in modo significativo sugli esiti”.

A questo link il comunicato sul Rapporto INVALSI per quanto concerne gli istituti scolastici in lingua tedesca.

red