Non autosufficienza: diagnosi demenza dà diritto all'assegno di cura

24/04/2026, 13:16

Le persone con diagnosi di demenza ricevono l'assegno di cura senza un’ulteriore valutazione. Nel 2025 la spesa per l'assegno di cura è stata di 314,2 milioni di euro.

Il direttore dell’Ufficio Valutazione della non autosufficienza Pasquale Basile, l’assessora provinciale Rosmarie Pamer e il direttore dell’ASSE Eugenio Bizzotto hanno presentato il 24 aprile i dati relativi all’assegno di cura e le novità in materia di valutazione della non autosufficienza. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)
Il direttore dell’Ufficio Valutazione della non autosufficienza Pasquale Basile, l’assessora provinciale Rosmarie Pamer e il direttore dell’ASSE Eugenio Bizzotto hanno presentato il 24 aprile i dati relativi all’assegno di cura e le novità in materia di valutazione della non autosufficienza. (Foto: USP/Fabio Brucculeri)

BOLZANO (USP). Le persone assistite a domicilio o in una residenza per anziani hanno diritto all'assegno di cura. Nel 2025 sono stati stanziati complessivamente oltre 314,2 milioni di euro a tal fine, a beneficio di quasi 16.000 persone, la maggior parte delle quali assistita a domicilio. Per ridurre ulteriormente i tempi di attesa attualmente in essere per la valutazione del livello di non autosufficienza, è stato elaborato un pacchetto di misure.

Un punto essenziale è la classificazione per le persone con una diagnosi di demenza senza un’ulteriore valutazione. Ciò riguarda ogni anno circa 1200-1300 persone a cui, secondo i dati dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, viene diagnosticata la demenza. La relativa delibera è stata approvata dalla Giunta provinciale il 24 aprile su proposta dell’assessora provinciale alla Coesione sociale, Rosmarie Pamer.

“I tempi di attesa sono lunghi, da 4 a 11 mesi a seconda del comprensorio. Tuttavia, la riduzione dei lunghi tempi di attesa è un processo i cui risultati non si vedono da un giorno all’altro. Da quando è stato elaborato il pacchetto di misure sono già stati compiuti alcuni passi avanti, ma ne occorrono ancora altri”, ha sottolineato l’assessora Pamer durante la presentazione della delibera.

"Dopo che in una delle Memory Clinic altoatesine è già stata effettuata una valutazione completa dello stato di salute, non è più necessaria la valutazione da parte dei nostri team. Per la richiesta dell’assegno di cura per le persone affette da demenza sarà sufficiente in futuro allegare alla domanda il solo certificato medico della Memory Clinic”, ha spiegato Pasquale Basile, direttore dell’Ufficio Valutazione della non autosufficienza. Questa regolamentazione vale anche per le richieste già presentate, per le quali la valutazione del livello di non autosufficienza non è ancora stata effettuata e per le quali la diagnosi di demenza è stata fatta dopo il 1° ottobre 2025. Inoltre, proseguono gli sforzi per assumere ulteriori team di valutazione e per potenziare la valutazione della non autosufficienza in loco attraverso nuovi locali. A tal proposito, il 23 aprile l’assessora Pamer ha visitato i nuovi locali a Egna, dove vengono già effettuate le valutazioni della non autosufficienza.

Ulteriori informazioni

Dati sull'assistenza in Alto Adige

La politica per gli anziani della Provincia autonoma di Bolzano si basa su diversi pilastri, tra cui l'invecchiamento attivo, l'assistenza domiciliare e i familiari che prestano assistenza, forme abitative innovative e nuovi modelli abitativi, posti letto in strutture residenziali e la sicurezza finanziaria. Fondamentale in questo contesto è l'assegno di cura, che viene erogato in quattro livelli.

A seconda del fabbisogno assistenziale, la Provincia, più precisamente l’Agenzia per lo Sviluppo Sociale ed Economico (ASSE), eroga mensilmente importi compresi tra 599 e 1.800 euro. “Negli ultimi anni sono aumentati soprattutto gli importi dell’assegno di cura versati direttamente alle residenze per anziani” ha sottolineato il direttore dell’ASSE Eugenio Bizzotto durante la presentazione dei dati. L'anno scorso sono stati versati 173 milioni di euro alle persone non autosufficienti che vivono in residenze per anziani, mentre nel 2022 erano stati 120 milioni, il che equivale a un aumento del 43 per cento. Ciò si spiega con i costi aggiuntivi dovuti al rinnovo dei contratti collettivi per il personale e con l'ampliamento dei posti letto nelle residenze per anziani.

Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare, si è registrato un aumento da 14.498 persone nel 2022 a 15.933 persone nel 2025. Anche la spesa è aumentata da 123 milioni di euro a 139 milioni di euro. Il 55 per cento di questi beneficiari dell'assegno di cura riceve l'importo del primo livello di non autosufficienza, il 29 per cento è nel secondo, il 12 per cento nel terzo. Il 4 per cento riceve l'importo massimo di 1.800 euro al mese per l'assistenza domiciliare.

Si è registrato un aumento anche tra i beneficiari del contributo per la copertura previdenziale dei periodi di cura: l'anno scorso 871 richiedenti hanno ricevuto complessivamente 2,33 milioni di euro, ovvero 279 beneficiari (o il 47 per cento) in più rispetto al 2024.

Secondo i dati dell'Ufficio Valutazione della non autosufficienza, nel 2025 sono state presentate 7421 domande di assegno di cura e sono state effettuate 5186 valutazioni. A queste si aggiungono 939 valutazioni d'ufficio a causa di una malattia in fase avanzata.

ck/mdg

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