Modello per uno sviluppo forestale sostenibile e orientato al futuro

22/05/2026, 12:54

Il convegno specialistico “Bosco in cambiamento” dell’Ispettorato forestale di Silandro ha affrontato il tema della conversione dei boschi di pino nero in boschi misti ricchi di latifoglie.

L'assessore alle Foreste Luis Walcher ha inaugurato il convegno “Bosco in cambiamento” a Silandro: "Il progetto avviato già circa 30 anni fa per la graduale conversione dei boschi di pino nero in boschi misti di latifoglie adeguati al sito è al tempo stesso un modello e un mandato per uno sviluppo forestale sostenibile e orientato al futuro". (Foto: USP/Tobias Erschbamer)
L'assessore alle Foreste Luis Walcher ha inaugurato il convegno “Bosco in cambiamento” a Silandro: "Il progetto avviato già circa 30 anni fa per la graduale conversione dei boschi di pino nero in boschi misti di latifoglie adeguati al sito è al tempo stesso un modello e un mandato per uno sviluppo forestale sostenibile e orientato al futuro". (Foto: USP/Tobias Erschbamer)

SILANDRO (USP). Sul Monte Sole in Val Venosta, ormai da 30 anni si porta avanti la conversione dei boschi di pino nero in boschi misti seminaturali ricchi di latifoglie. Il convegno “Bosco in cambiamento” organizzato dall'Ispettorato forestale di Silandro il 21 maggio ha fatto il punto su sviluppo, interventi e risultati, mettendo in luce tematiche attuali e future.

“I boschi dell'Alto Adige negli ultimi anni sono stati sottoposti a una pressione particolarmente forte a causa della tempesta Vaia, del carico di neve, dell'infestazione da bostrico e degli incendi boschivi e necessitano di una cura costante”, ha sottolineato l'assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher nella sua introduzione: “Il progetto avviato già circa 30 anni fa per la graduale conversione dei boschi di pino nero in boschi misti di latifoglie adeguati al sito è al tempo stesso un modello e un mandato per uno sviluppo forestale sostenibile e orientato al futuro. In questo modo rafforziamo a lungo termine la funzione protettiva, la stabilità e la diversità ecologica delle nostre foreste”.

Dopo il saluto di benvenuto da parte del direttore della Ripartizione Servizio forestale Günther Unterthiner e della presidente della Comunità comprensoriale Val Venosta Roselinde Gunsch, il direttore dell’Ispettorato forestale di Silandro Georg Pircher ha aperto il convegno: “Con questo convegno affrontiamo il tema della conversione dei boschi di conifere in boschi misti da diverse prospettive: dal punto di vista della Val Venosta e delle regioni limitrofe, da un approccio teorico e pratico, come cambiamento lento e pianificato fino a cambiamenti radicali a seguito di un incendio boschivo”.

Il programma prevedeva relazioni con relatori provenienti dall’Alto Adige, dall’Italia, dall’Austria e dalla Svizzera: il cronista Raimund Rechenmacher ha offerto, con immagini e foto suggestive, una panoramica sulla storia del Monte Sole. Il silvicoltore e direttore del Dachverband für Natur- und Umweltschutz Hanspeter Staffler ha illustrato i fattori che hanno modificato i boschi del Monte Sole in Val Venosta e li hanno infine fatti quasi scomparire. Il lavoro svolto dal Servizio forestale è stato descritto dal direttore dell’Ispettorato forestale di Merano e Silandro, Georg Pircher. I problemi fitosanitari, la ricerca e le conoscenze acquisite sul Monte Sole in Val Venosta sono stati oggetto dell’intervento di Andrea Battisti, professore di Entomologia all’Università di Padova, il quale ha dimostrato che la ricerca sulla falena processionaria in Val Venosta ha fornito molte nuove conoscenze. Andreas Rigling, professore presso il Politecnico Federale di Zurigo (ETH), ha illustrato le tendenze, i fattori e i meccanismi dei processi di deperimento nelle foreste di pino. Alois Simon, della Ripartizione Pianificazione forestale del Land Tirolo, ha riferito in merito al progetto Interreg “Rimboschimenti adattati al clima Terra Raetica”. Questo progetto transfrontaliero analizza le piantumazioni di latifoglie da una parte e dall’altra del Passo Resia. Gerhard Markart, capo della Ripartizione Bacini montani e idrologia presso il Centro federale di ricerca forestale, ha affrontato il tema dell’influenza del sito e della gestione forestale sul deflusso, l’idrologia e la prevenzione dell’erosione. Harald Vacik, docente all’Università di Agraria di Vienna, ha parlato del supporto a una gestione forestale adattata ai cambiamenti climatici attraverso modellizzazioni previsionali come la tipizzazione dinamica dei boschi. Andreas Platter dell’Ispettorato forestale di Silandro ha concluso il convegno con una relazione sul rischio di incendi boschivi nei boschi di pino nero e sulle conoscenze acquisite dai grandi incendi boschivi dell’anno precedente in Val Venosta. Due escursioni il 22 maggio a Silandro e a Lasa hanno completato il convegno.

mac/mdg

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