Copertura previdenziale dei periodi dedicati alla cura dei figli

23/07/2026, 13:11

L'assessora Pamer ricorda i contributi per la copertura previdenziale dei periodi dedicati alla cura di figli e figlie. Proposte di aumento ed estensione dei contributi presentate alla Regione.

Le madri e i padri che, in determinati periodi, si occupano personalmente della cura dei propri figli piccoli e non sono assicurati ai fini previdenziali o lo sono solo in parte, possono versare contributi volontari al fondo pensionistico o a un fondo integrativo. Questa scelta è sostenuta dalla Regione con un contributo finalizzato alla copertura previdenziale dei periodi dedicati alla cura dei figli. (Foto: USP/Greta Stuefer)
Le madri e i padri che, in determinati periodi, si occupano personalmente della cura dei propri figli piccoli e non sono assicurati ai fini previdenziali o lo sono solo in parte, possono versare contributi volontari al fondo pensionistico o a un fondo integrativo. Questa scelta è sostenuta dalla Regione con un contributo finalizzato alla copertura previdenziale dei periodi dedicati alla cura dei figli. (Foto: USP/Greta Stuefer)

BOLZANO (USP). In merito alle recenti discussioni sul miglioramento della tutela dei genitori che nei primi anni di vita dei figli si dedicano prevalentemente alla loro cura, l’assessora provinciale alla Famiglia Rosmarie Pamer ricorda i contributi per la copertura previdenziale dei periodi dedicati alla cura dei figli. "Purtroppo, come Provincia, non abbiamo competenze dirette in questo ambito, ma attraverso la Regione esiste la possibilità di sostenere finanziariamente i genitori in materia di previdenza. I contributi vengono richiesti tramite il patronato e erogati dall’Agenzia per lo Sviluppo Sociale ed Economico", spiega Pamer.

Recentemente anche la Consulta per la famiglia si è occupata di questo tema (come riportato dall’USP): in quell’occasione il direttore dell’ASSE, Eugenio Bizzotto, aveva informato che nel 2025, per 4.381 richieste, sono stati erogati complessivamente 9,17 milioni di euro in contributi per la copertura previdenziale dei periodi dedicati all’educazione dei figli.

Il requisito è il versamento di contributi previdenziali volontari o obbligatori nelle casse dell’INPS o della propria cassa professionale oppure in un fondo di previdenza complementare. I contributi erogati dipendono dall’ammontare dei contributi versati: in questo modo, possono essere erogati dal settore pubblico fino a 9.000 euro all’anno (o 18.000 euro per due anni).

Sono considerati contributi rimborsabili sia i contributi volontari che quelli obbligatori versati nei primi tre anni di vita del bambino o della bambina. I contributi volontari sono quelli versati alla cassa pensionistica su base volontaria dai richiedenti non assicurati ai fini previdenziali. I contributi obbligatori vengono versati da lavoratori autonomi o liberi professionisti. Si ha diritto ai contributi anche se il genitore svolge un’attività lavorativa a tempo parziale (fino a un massimo del 70 per cento) e integra volontariamente i propri contributi previdenziali al 100 per cento. In questo caso si ha diritto ai contributi fino al quinto anno di età del figlio, con un rimborso massimo di 4.500 euro all’anno. Sono esclusi da questa misura i dipendenti della Pubblica amministrazione.

"In collaborazione con la Regione stiamo lavorando per ampliare queste possibilità: ho già presentato all’assessore regionale competente Carlo Daldoss la proposta di aumentare i contributi massimi a 10.000 euro all’anno. Inoltre, intendiamo aumentare i contributi per i versamenti a tempo parziale a 5.000 euro all’anno e ottenere un’estensione fino all’ottavo anno di età”, riferisce l’assessora Pamer. Queste misure potrebbero infine essere attuate con la legge di bilancio regionale per il 2027, prospetta l’assessora.

ck/mdg