Bacino idrografico dell'Adige: continuare uso parsimonioso dell’acqua

22/06/2026, 14:05

L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici conferma la severità idrica bassa nel bacino idrografico dell’Adige. Preoccupa la siccità. L’APPA ribadisce: fare uso consapevole della risorsa idrica.

La carenza idrica che si sta profilando è motivo di preoccupazione: l’aumento del fabbisogno idrico, le scarse riserve di neve e le imminenti ondate di caldo aggravano la situazione. Risparmiare acqua è quindi una priorità assoluta, sottolinea l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima)
La carenza idrica che si sta profilando è motivo di preoccupazione: l’aumento del fabbisogno idrico, le scarse riserve di neve e le imminenti ondate di caldo aggravano la situazione. Risparmiare acqua è quindi una priorità assoluta, sottolinea l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima)

BOLZANO (USP). L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nelle Alpi orientali è tornato a esprimersi in merito alla carenza idrica che si sta profilando nel bacino idrografico dell’Adige. Nella riunione del 16 giugno ha confermato e mantenuto il primo livello di allerta “basso rischio”, dichiarato il 18 maggio per il bacino idrografico dell’Adige. Tuttavia, la preoccupazione è notevolmente aumentata.

È vero che le abbondanti precipitazioni della seconda settimana di giugno nel bacino idrografico dell’Adige, tra Resia e la zona della foce, hanno temporaneamente alleviato la situazione e anche lo scorso fine settimana si sono verificati intensi temporali. Questi, tuttavia, non consentono di allentare l’allerta. “I temporali portano in breve tempo grandi quantità d’acqua, che però defluisce rapidamente, e purtroppo spesso con effetti devastanti. Inoltre, questi eventi sono spesso accompagnati da raffiche di vento e grandine. Sarebbero auspicabili apporti regolari, quasi settimanali, di acqua piovana”, riferisce Flavio Ruffini, direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.

Utilizzare l'acqua con parsimonia

Tutte le cittadine e i cittadini sono pertanto invitati a continuare a gestire le risorse idriche con particolare prudenza e in modo sostenibile. È necessario evitare i consumi non strettamente necessari. Il consumo di acqua per la pulizia di cortili e piazze, anche nelle strutture turistiche, nonché per il lavaggio dei veicoli, deve essere limitato il più possibile. L’irrigazione di giardini e aree verdi è bene avvenga esclusivamente nelle ore serali e nelle prime ore del mattino, riducendola al minimo indispensabile.

In agricoltura, l’irrigazione deve avvenire solo in caso di effettiva necessità e, per quanto possibile, esclusivamente nelle ore serali, notturne e mattutine. I consorzi di bonifica e di irrigazione sono invitati a sensibilizzare i propri soci e a adottare misure adeguate.

La prossima riunione dell’Osservatorio si terrà martedì prossimo, 30 giugno, per valutare la situazione.

Ulteriori informazioni

I compiti dell'Osservatorio

L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nelle Alpi orientali è un organo di coordinamento sovraregionale. Ha lo scopo di monitorare e prevenire la carenza idrica nell’intero bacino idrografico delle Alpi Orientali. L’obiettivo è individuare tempestivamente i periodi di siccità imminenti, dichiarare lo stato di emergenza idrica e avviare misure volte a garantire un’equa distribuzione delle risorse idriche, come ad esempio dare priorità all’acqua potabile rispetto all’irrigazione agricola, assicurando che vi sia una disponibilità idrica quanto più possibile sufficiente per tutti gli usi. In questo osservatorio collaborano le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Bolzano e la Provincia autonoma di Trento, nonché diversi Ministeri.

Il parametro centrale per valutare l’adeguata disponibilità della risorsa idrica nel bacino idrografico dell’Adige è la portata presso la stazione di misurazione di Boara Pisani, a valle di Rovigo. In quel punto di misurazione deve essere garantita una portata di 80 metri cubi al secondo per impedire il riflusso dell’acqua salata dal mare. Ciò renderebbe inutilizzabili i pozzi presenti in quella zona per l’approvvigionamento di acqua potabile. L’installazione di una barriera contro la risalita del cuneo salino nel letto del fiume, come contromisura efficace a lungo termine, non è stata ancora realizzata, spiega Flavio Ruffini.

red/mpi/gm